Archivio mensile:gennaio 2016

Ciclismo giovanile in città: “Si può fare con i parchi ed il Vigorelli”

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“F.C.I. – Comitato Provinciale di Milano“ Milano, 23 Gennaio 2016

Locandina e discorso rev5

Ciclismo giovanile in città:
“Si può fare con i parchi ed il Vigorelli”

Buon pomeriggio a tutti e soprattutto un grande grazie per l’importante e qualificata presenza che è di buon auspicio per la chiacchierata che andremo ad affrontare.

Dovete sapere che appena eletti ci siamo resi conto che dovevamo intervenire in due situazioni che riguardavano:

• innanzi tutto il ciclismo giovanile, praticamente inesistente in Milano e in gran parte del suo hinterland, e stiamo parlando di un bacino di utenza di oltre tre milioni di persone

• e poi l’attività in pista, dove il nostro movimento sta rincorrendo il resto del mondo per mancanza di strutture ma non solo e in Milano abbiamo l’impianto più famoso e conosciuto nel mondo, da anni lasciato abbandonato e che, se ristrutturato, darebbe un forte contributo alla crescita della pista in Italia così da ridurre il fastidioso gap con le altre nazioni
E tutto questo accade a Milano, città che ha un legame e una storia straordinaria con il ciclismo e ne sono testimoni i tanti Campioni Olimpionici e Mondiali come Sante Gaiardoni, Marino Vigna e Toni Bailetti che sono qui con noi e che ringrazio tantissimo.

A fronte di questa incredibile situazione ci siamo subito attivati in due direzioni:

• per l’attività dei giovanissimi nei parchi, con AVIS Milano, che ringrazio tantissimo anche per l’ospitalità di oggi e con AVIS provinciale che ha sposato la nostra causa con le maglie dei campioni provinciali

• mentre per l’attività in pista ci siamo attivati con il comitato velodromo Vigorelli con il quale abbiamo sviluppato una forte sinergia, che ha dato i frutti sperati, tanto è vero che i lavori di ristrutturazione sono iniziati in questi giorni

E’ doveroso riconoscere che abbiamo trovato una straordinaria attenzione e disponibilità da parte dell’Amministrazione Comunale, così come quella delle Zone, che voglio ringraziare per la loro presenza e per il contributo di idee e proposte che daranno al convegno odierno.

Voglio precisare che l’attenzione del comune nei confronti delle due ruote è anche riscontrabile con i chilometri di piste ciclabili fatte e in programma e con lo straordinario successo del bike sharing.

Va sottolineato che rispetto al precedente intervento sul velodromo oggi abbiamo dalla nostra parte degli indicatori indubbiamente favorevoli che allora non c’erano e sono:

• innanzi tutto la straordinaria voglia dei milanesi
di ritornare ad andare in bicicletta

• inoltre, la spinta per rinnovare il Vigorelli, questa volta è partita dal basso e cioè dai potenziali utilizzatori

• e quindi, fatto non secondario, abbiamo un progetto di sviluppo e crescita del nostro sport che va dall’attività promozionale, passando dai giovanissimi fino alle categorie maggiori

Va detto che questa grande voglia di bicicletta dei milanesi accomuna chi ci va per lavoro in quanto è il mezzo più veloce per spostarsi in città, chi ci va per divertimento, chi per non inquinare, chi per migliorare il proprio stato fisico, chi per bruciare qualche chiletto di troppo, chi per stare in compagnia e chi per passione.

Ebbene, in questa grande massa di pedalatori c’è quel segmento di ragazze e ragazzi che vorrebbero praticare il ciclismo, alla pari di tutti gli altri sport, ma che non avendo impianti sono di fatto impossibilitati a farlo.

Ecco questo è il nostro grande sogno: permettere a ragazze e ragazzi di divertirsi giocando in bicicletta e con un po’ di sano agonismo potersi anche confrontare con gli altri giovani appassionati riportando in questo modo il ciclismo giovanile in città.

E tutto ciò diventa possibile utilizzando i parchi dove predisporre dei circuiti fuoristrada e altri su asfalto cosi che ragazze e ragazzi possano allenarsi e gareggiare lontano dai pericoli del traffico che purtroppo non riguarda solo i più giovani.

E come si è potuto constatare con le due iniziative promozionali effettuate lo scorso anno, al Parco Martesana e al parco delle Cave, c’è bisogno veramente di poco per allestire un campo per gareggiare o allenarsi.

Inoltre questi spazi, consentirebbero anche di avviare uno straordinario rapporto con le scuole per insegnare a ragazze e ragazzi ad andare correttamente in bicicletta, per far loro conoscere i necessari segnali stradali, e perchè no, anche per insegnare loro a fare la necessaria manutenzione e le piccole riparazioni del proprio mezzo a pedali e non me ne vogliano gli amici meccanici.

Sarebbe auspicabile che sorgessero anche degli impianti di BMX, da pochi anni disciplina olimpica, ma una specialità molto apprezzata e praticata dai giovani.

Il sogno sarebbe però incompleto se l’attività terminasse con i parchi, in quanto le ragazze e i ragazzi crescendo, avranno bisogno anche di altri spazi che nel nostro caso casca giusto a proposito proprio il Vigorelli.

Voglio sottolineare che i due momenti, parchi e Vigorelli, sono molto legati tra loro e non possono fare a meno l’uno dell’altro.

Infatti i parchi saranno il serbatoio e la linfa per il futuro del ciclismo giovanile al Vigorelli e il Vigorelli stesso sarà il proseguo naturale dei parchi per ragazze e ragazzi.

Naturalmente, se Milano volesse proseguire nel cammino appena iniziato e aspirasse a voler ritornare una delle capitali del ciclismo mondiale, avrebbe bisogno di un impianto coperto dove poter fare attività tutto l’anno ad alti livelli, ma questo è un obiettivo se pure necessario, non immediato; per il momento è doveroso che tutte le nostre energie siano rivolte al ciclismo giovanile ed al Vigorelli che una volta a pieno regime diventerebbe esso stesso il serbatoio e la linfa dell’auspicabile impianto coperto capace di riportare in città, nel periodo invernale, anche le indimenticabili sei giorni.

Voglio precisare, a scanso di equivoci, che il Vigorelli dovrà essere a disposizione di tutti e non solo lombardi e non solo della nostra Federazione ma di tutti gli Enti di Promozione Sportiva riconosciuti dal CONI e con assicurazioni giornaliere anche dei non tesserati, auspicando anche la presenza delle nostre nazionali che sarebbero un forte richiamo per gli appassionati e sicuramente darebbero un grande lustro allo stesso Vigorelli.

Chiarito questo aspetto voglio però sottolineare, che come accade in tutti gli impianti, la città che li ospita e le società locali, saranno indubbiamente i maggiori beneficiari in quanto facilitati dalla vicinanza che nel nostro caso è anche supportata da una comodissima fermata della metro.

Volendo riassumere in maniera schematica, per riportare il ciclismo giovanile in città, sarebbe necessario avere a disposizione:

• circuiti fuoristrada e su asfalto per allenarsi e gareggiare

• un aiuto da parte delle Zone nell’identificazione degli spazi idonei e nel coinvolgimento delle scuole

• un iter burocratico più semplice e veloce

• un impegno delle società esistenti o nuove a sostenere il progetto tesserando e organizzando allenamenti e manifestazioni

• un sostegno concreto da parte della stampa e siti web amici del ciclismo nel divulgare il progetto e le iniziative

• infine, sarebbe auspicabile e necessario, un sostegno economico da parte di produttori e venditori di biciclette e di chiunque altro ruoti attorno al nostro sport per allestire una scuola di ciclismo al Vigorelli che è, e sarà la base per la riuscita di questa nuova avventura

Concludo lanciando un forte appello a tutte le forze in campo, amministrazione comunale, zone o municipi, società ciclistiche della FCI e di tutti gli altri Enti, appassionati, stampa, siti web e auspicabili benefattori, dicendovi che se tutti ci impegnassimo, ognuno nel proprio ambito, siamo certi che si svilupperebbe la necessaria sinergia che trasformerebbe in realtà il progetto di riportare il ciclismo giovanile in città, sanando in questo modo anche la famosa ingiustizia rispetto agli altri sport e rendendo nel contempo la città di Milano ancora più a misura d’uomo.

Ed ora spazio agli altri contributi della giornata ed al dibattito passando la parola al nostro moderatore e amico Sergio Meda.

Attività nei parchi con biciclette fuoristrada

I parchi cittadini, definendo un’area di circa 3000 metri quadrati (ad es. 50×60 per avere un ordine di grandezza visualizzabile), delimitata da nastri segnaletici sostenuti da picchetti, o da semplici coni, si presta perfettamente per un circuito adatto ad intrattenere i ragazzini, attraverso un’attività chiamata “gioco-ciclismo”.

Il ciclismo giovanile fuoristrada, per usare un tecnicismo, è utile per acquisire importanti capacità coordinative e motorie.

E’ adatto a minori che abbiano compiuto almeno il quinto anno di età, femmine e maschi; possono essere assistiti da personale idoneo e propedeutico allo scopo formativo e culturale.

I minori, oltre alla bicicletta, impareranno ad usare il casco protettivo omologato, necessario all’uopo, ed altre protezioni basilari per ciclisti.

La tutela assicurativa del singolo prevede la stipula della tessera promozionale giovanile FCI (PG) al costo di 10€, oppure, al costo di 15€ tramite il tesseramento ad un’Associazione Sportiva Dilettantistica affiliata alla FCI, ottenere una tessera che consente anche di poter gareggiare con i propri coetanei.

Si possono programmare sedute settimanali, bisettimanali o, ancor di più, a seconda delle varie esigenze e/o disponibilità.

Si possono, ad esempio, organizzare anche momenti d’intrattenimento con i minori del quartiere.

Le Istituzioni, le Scuole e gli Oratori sono e saranno i filtri verso associazioni che promuoveranno quest’attività.
Vigorelli
L’impianto, una volta definita l’agenda di utilizzo per i vari sport e/o specialità, si presta come scuola di avviamento, mantenimento e pratica agonistica del ciclismo su pista.

Adatto a minori, che con la scuola ci potrebbero andare per una semplice visita o per incontri formativi a scopo educazione stradale (in collaborazione con Polizia locale), educazione alimentare ed educazione ciclistica a scopo sportivo, pre-agonistico e agonistico.
A tale proposito, si dovranno prevedere degli appositi spazi per museo, istruzione e, ovviamente, ricreazione.

Adatto a ciclisti di tutte le età (amatori) che potrebbero, per diletto od allenamento, frequentare l’impianto quotidianamente.

Necessaria, ovviamente, la presenza di biciclette in loco, da affittare o affidare.

Ovviamente di dovranno organizzare e gestire eventi ciclistici ludico-promozionali, gare giovanili metropolitane, regionali, nazionali, nonché eventi internazionali.

La gestione attende una definizione d’accordo.

CERTIFICAZIONE AGONISTICA PER CICLOTURISTI

CERTIFICAZIONE AGONISTICA PER CICLOTURISTI
Come già comunicato nella riunione avuta a Carugate con tutte le società, verbalizzata con verbale inviato anche alle società non partecipanti, la certificazione sanitaria richiesta per il tesseramento per la pratica del ciclismo cicloturistico è il certificato medico di idoneità all’attività agonistica.
Le società pertanto devono fornire ai propri tesserati l’opportuno modulo (allegato) onde evitare che venga richiesta una visita con protocollo non agonistico (con ECG basale e non sotto sforzo) che non permetta poi al Presidente di chiedere il tesseramento dell’atleta.
Il Comitato Provinciale non è in grado all’atto della validazione del tesseramento di valutare la correttezza della richiesta, in quanto è Il Presidente societario garante del rispetto di quanto indicato e detentore dei certificati medici
Il tesseramento con certificato agonistico permette indifferentemente di chiedere tessera da Cicloturista (40€) o da Master (45€).
La questione è stata sviscerata e di seguito alcune importanti informazioni di background pervenuteci dalla Segreteria Generale.
E’ proprio dall’applicazione di quanto stabilito dal decreto ministeriale che nasce la comunicazione della FCI in merito alla certificazione medica. Infatti la certificazione di base si applica a ” coloro che fanno sport presso società affiliate alle Federazioni sportive nazionali e al Coni (ma che non siano considerati atleti agonisti) “. Atleti e non tipo di attività e/o tipo di manifestazione: gli atleti agonisti, sono per la FCI, come riportato nelle norme ministeriali per la tutela sanitaria delle attività sportive, gli atleti sopra i 13 anni di età per tutte le specialità, tranne il bmx ed il trial che partono da 7 anni.
Quindi anche i cicloturisti, a meno che non si tratti di attività ludico-motorie che sono ascrivibili a TUTTE le attività NON organizzate effettuate a titolo “individuale” e solo per queste c’è stata l’abrogazione dell’obbligo di certificazione.
Analoga applicazione del decreto, oltre che dalla FCI, è stata fatta dalle maggiori Federazioni; e gli Enti di Promozione Sportiva devono adeguarsi a quanto stabilito dalle FSN e non viceversa.